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Il nostro ristoro

Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio“.

San Paolo Apostolo (2Cor 4,7-15)

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Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

(Salmo 125)

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L’ultimo giorno del mondo si celebrerà ancora la Messa e l’ultima voce che risuonerà sulla terra sarà la voce di quel Cuore che, immolandosi nell’Ostia Santa, dirà al Padre: ‘Invoco, o Padre, per il mondo un’ultima onda di misericordia; invoco per il mondo un’ultima benedizione e il tuo perdono “.

(Mons. Fabozzi)


La povertà

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. (Gesù – Mt 10,8)

“La povertà è necessaria per amare. Perchè se hai cose, dài cose: solo quando hai nulla, dài te stesso, cioè ami. La povertà è segno di gratuità, principio di ogni vita e grazia, bontà e bellezza. La povertà è vittoria sull’idolo, il dio mammona che tutti cercano, facendo dei propri bisogni il proprio dio invece che riconoscere in Dio il proprio bisogno. La povertà è fede in Dio invece che nel dio di questo mondo.La povertà è necessaria per servire Dio. La povertà è libertà da sè e dalle cose per essere discepolo. La povertà costringe a servire gli altri: i poveri devono servire. La povertà porta umiliazione e umiltà e ci associa al vessillo di Cristo, la sua Croce. La povertà è il vuoto, la condizione per l’azione di Dio: è sacramento di salvezza, per il quale Egli riempie della sua grazia. Nei poveri Dio agisce”.

Messalino GAM (Gioventù Ardente Mariana), Luglio Anno A – giovedì 7 luglio 2011

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Davanti ai miei occhi

Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.
La tua bontà è davanti ai miei occhi,
nella tua verità ho camminato.

Non associare me ai peccatori
né la mia vita agli uomini di sangue,
perché vi è delitto nelle loro mani,
di corruzione è piena la loro destra.

Ma io cammino nella mia integrità;
riscattami e abbi pietà di me.
Il mio piede sta su terra piana;
nelle assemblee benedirò il Signore.

(Salmo 25)


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