Sta passando Orione

Orione sta tramontando. Lentamente, si inclina con lo sguardo nella volta celeste e cala giù, sera dopo sera.

Sarà ingoiato dall’emisfero australe, ormai tra poche settimane. Per mesi non sarà con noi, non ci accompagnerà, non ci osserverà mai e si dimenticherà di noi.

Orione, la costellazione del guerriero con il suo cane e la sua indimenticabile cintura. La cintura fatta di tre stelle molto luminose, non perfettamente allineate tra di loro. Dicono che gli Egizi si ispirarono proprio a quella cintura quando progettarono le Piramidi, anch’esse tre ma non perfettamente allineate fra loro.

Per me Orione singifica altro.

Orione sa di autunno, di cielo umido e di foglie cadute. Sa di vento e di freddo. Sa di tempo che è passato. Sa della mia vita.

Ho sempre amato Orione, fin da piccolo. Mi ci affezionai, non so perchè. E come spesso accade, la vita la vivi prima di viverla davvero. La vita ti anticipa, e tu non sai che un segno, un elemento, un tuo stesso gesto è proiettato nel futuro, perchè in un futuro anche lontano quel gesto o quel segno avranno un significato ben preciso. E solo allora capirai, solo allora saprai.

Per me Orione ha poi significato l’amore della mia vita. C’era, esattamente sopra le nostre teste, quella sera. Me lo ricordo ancora che lo guardai, e sorrisi. E lei sorrise.

Ora che sarà estate, l’unica cosa che mi consolerà sarà la notte calda, piena di luci e di Luna. Quella notte che ti avvolge e si lascia abbracciare e conquistare così facilmente.

Le notti estive che non dormiresti mai. Le notti estive senza Orione.

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Informazioni su Simone Aversano

Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». (Luca 5,5) Vedi tutti gli articoli di Simone Aversano

2 responses to “Sta passando Orione

  • compagnodiclasse

    Ciao Simone,
    volevo commentare sul tuo post “il muro” ma a quanto pare hai disabilitato i commenti. Volevo dirti che la “poesia” (chiamiamola impropriamente così) è carina ma, a mio avviso, è piuttosto infantile.Ti volevo fare, quindi, se mi consenti, due critiche:

    1) Scrivere sul proprio blog una “poesia” contro i compagni di classe del liceo (a 4 anni dalla fine del liceo) oltre ad essere, secondo me, molto immaturo, è un chiaro sintomo di frustrazioni che ti sono rimaste dentro (e che faresti meglio a tenere sott’occhio per non rischiare di diventare un pazzo psicopatico)

    2) Guardare è un verbo transitivo e di conseguenza regge il complemento oggetto. Si dice dunque guardo i miei compagni di classe e non guardo a i miei compagni di classe…Forse in classe al posto di stare a scrivere “poesie” facevi meglio a seguire le lezioni (scherzo ovviamente)…Questo potrebbe spiegare perché da grande tu non voglia fare il giornalista :)

    Un saluto affettuoso

    Un tuo compagno di classe!

  • Simone Aversano

    Ciao compagno che ha paura di mostrare il proprio nome. Parti già male perchè forse ti nascondi sapendo di non avere poi tutta la ragione che ostenti, spocchioso. E questo tuo atteggiamento mi fa già capire chi sei.
    Comunque hai preso un bel granchio, doppio. Parto dalla cosa più ridicola che hai detto, ossia che non si possa dire “guardare a… qualcosa”. Apri un vocabolario e scoprirai che si può dire eccome, solo che le tue ristrette vedute non ti hanno portato a considerare un’accezione diversa dall’unica che ritieni possibile per quel verbo. Non starò qui a spiegartela, sono in buona fede e immagino che il tuo sia solo un lapsus.
    Secondo punto (in risposta al tuo punto 1): ti rispondi da solo. Se tu mi accusi di frustrazione interiore che potrebbe addirittura portarmi ad essere psicopatico, è evidente che non hai mai smesso di essere mattone dentro al muro. Lo sei nel momento stesso in cui mi accusi di essere frustrato. Per una semplice ragione: chi ha subito e vissuto frustrazioni e ne è uscito rinnovando se stesso, sa cosa significa essere frustrato ed ha la forza per non ricaderci; chi di contro ritiene di non essere mai stato tanto debole da provare frustrazione, deve stare attento a non diventare un frustrato dalla vita.
    Eppoi io non ho scritto una “poesia contro i miei ex compagni di classe”, ma semplicemente delle considerazioni personali. Se le percepisci come “contro”, dovresti chiederti il perchè. Ma se anche fosse, con tutte le innumerevoli cose “contro” che ho dovuto subire per mano anche tua in circa 5 anni, penso che adesso non potresti proprio lamentarti.

    Ti saluto sorridente e sereno, e con molto più affetto di quanto puoi immaginare!

    Simone

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