Il cavallo al galoppo

Io sono un cavallo. Un cavallo al galoppo.

Ho cominciato a galoppare da solo, perchè mi sono accorto di saperlo fare, e di saperlo fare anche bene. Da quando ho incominciato a galoppare, i miei fantini mi frustano per bene per non farmi smettere di galoppare, ed il mio pubblico mi incita per lo stesso motivo.

Essere invogliato a continuare il galoppo mi fa sentire più leggero, mentre vado. Mi fa sentire nel giusto, sulla strada giusta, nell’andamento giusto. Infondo, chi arriva primo alla fine, se continuo a galoppare, sono io. Poco mi importa se il fantino potrà sollevare una coppa al traguardo dopo aver corso sulla mia schiena, e poco mi interessa quanti soldi vinceranno i miei tifosi dopo aver scommesso sul mio nome.

Questo almeno era quello che io credevo, fino a pochi giorni fa.

Adesso ho capito un’altra cosa: se ad un certo punto io, da solo, decido si smettere, non galoppo più, rallento, allora cambia tutto. I miei fantini non li sento più a frustarmi, non c’è più il mio pubblico ad incitarmi perchè io corra più veloce. Spariscono tutti, tutti se ne vanno, tutti trovano un’altro cavallo da inseguire e far arrivare primo. Ed a quel punto a perdere sarò veramente solo io, arrivando ultimo al traguardo. Perchè il fantino cambierà cavallo, ed i tifosi non avranno più scommesso un centesimo sul mio nome.

Ho capito una cosa molto semplice: la gente se ne frega di te e del tuo galoppo. Alla gente gli basta che galoppi finchè puoi, e nel frattempo non te lo dice che sei indispensabile. Poi, non appena non ce la fai più o semplicemente vuoi vedere che gusto c’è a camminare, perdi tutti quanti, tutti scompaiono e nessuno ti chiede “come mai?”, “ti senti bene?”, “perchè non galoppi più? Eri così bravo…”.

Alla gente non interessa di quello che sono io, ma di quello che faccio.

Un motivo in più per fermarmi e mandare tutti a quel paese, tutta questa gente inutile che non conosce il valore del sacrificio altrui se non quando lo sfrutta e se ne serve.

E’ Natale, e sono tutti più buoni. Ma con chi è buono, sono tutti più stronzi.

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Informazioni su Simone Aversano

Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». (Luca 5,5) Vedi tutti gli articoli di Simone Aversano

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