Inserito da: Simone Aversano | 20 Luglio 2009

Benevento come Milano: in arrivo misure restrittive sulle bevande alcoliche?

Il caso di Milano, dove il sindaco Letizia Moratti ha emanato un’ordinanza che vieta acquisto e consumo di bevande alcoliche ai più piccoli di sedici anni, ha subito suscitato commenti e reazioni lungo tutta la Penisola. Cittadini e amministratori si confrontano a distanza sulla possibilità o meno di seguire l’esempio milanese, in un presente in cui lo stato di abbandono urbano e civico dei giovanissimi è senza dubbio un problema importante. Anche nel Sannio il dibattito in corso ha registrato qualche voce, in particolare da parte del sindaco di Benevento Fausto Pepe, il quale ha dichiarato ai giornali di voler prendere in considerazione la possibile applicazione al capoluogo sannita di misure per frenare gli abusi di alcol da parte dei più giovani.

Come anche in altri comuni, impegnarsi sul fronte della prevenzione rispetto al consumo di alcolici significa anche puntare alla risoluzione di problemi di ordine pubblico nelle zone più frequentate dai giovani, soprattutto in occasione di feste e weekend. A Benevento questa problematica interessa principalmente i vicoli del centro storico, tra piazza Arechi II e piazza Piano di Corte. Zone ormai da tempo divenute simbolo della movida giovanile non soltanto di Benevento, e interessate, anche per questo motivo, già in precedenza da interventi di controllo dell’ordine pubblico, come le telecamere di videosorveglianza.

E’ bene a questo punto interrogarsi proprio su cosa è stato fatto e cosa si è ottenuto su questo fronte, anche alla luce dei numerosissimi atti vandalici, eventi criminosi, situazioni violente e pericolose, verificatisi in queste zone negli ultimi anni. Circa un anno fa, l’amministrazione comunale di Benevento chiuse al traffico la zona dei vicoli del corso Garibaldi, ponendo una sbarra elettronica all’imbocco di via Mario La Vipera (adiacente la Camera di Commercio) azionabile solo dai residenti in possesso del telecomando. Tale misura fu accompagnata dall’istallazione, appunto, delle telecamere di videosorveglianza soprattutto in piazza Arechi II, ex piazzetta Vari. Obbiettivo delle misure: evitare che il passaggio copioso e costante delle automobili rovinasse la pavimentazione storica e l’arredo urbano. Infatti, quando queste misure sono state approntate piazza Arechi II si presentava semidistrutta dal continuo passaggio delle automobili durante le ore della vita notturna.

Ma certamente la videosorveglianza ha avuto, ed ha ancora, come obbiettivo anche quello di osservare i fenomeni criminosi o pericolosi che si verificano da tempo lungo i vicoli storici della zona Trescene. Anche su questo punto, tuttavia, bisogna ricordare episodi come l’aggressione/furto ai danni di un giovane avvenuta a piazza Piano di Corte (area priva di telecamere pur esendo la più pericolosa!) poche settimane dopo l’attivazione delle nuove misure di sicurezza, dunque in piena estate. E a quell’episodio, raccontato dalla stampa, se ne dovrebbero aggiungere numerosi altri: è risaputo tra la gente, infatti, che in quei vicoli e in quelle piazze le risse e gli atti di violenza sono all’ordine del giorno. Esistono vere e proprie bande, di giovani e meno giovani, che si danno appuntamento in quei luoghi ormai da anni per regolare i propri conti, o esibirsi in minacciosi scontri che raramente vengono denunciati alle forze dell’ordine.

Insomma, provando a tirare le somme bisogna dire che i problemi di ordine pubblico da cui è afflitta la Benevento dei giovani nelle zone della movida sono ben lontani dall’essere risolti. Anche le più recenti misure, che comportano la fissazione di un orario limite oltre il quale i locali più rumorosi dovrebbero chiudere i battenti per cessare il disturbo della quiete dei residenti, per quanto operosamente applicate, nella maggior parte dei casi non hanno condotto a un vero miglioramento delle cose. Il motivo probabilmente è che non si è ancora riusciti a focalizzare il problema vero: manca del tutto il senso civico e il rispetto delle regole, e i giovani sono abbandonati al loro vandalismo occasionale da parte di istituzioni che sul mondo giovanile non investono. Dunque, prima di parlare di misure preventive o repressive che funzionano in altre località, prima di spendere denaro pubblico per misure di sicurezza tecnologiche ma dai risultati ancora da verificare, prima di promettere nuovi interventi che hanno il sapore dell’operazione “di facciata”, sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale, di Benevento come di altri comuni del Sannio, rispondesse a questa semplice domanda: che cosa si fa per stimolare l’attivismo giovanile, l’associazionismo, le iniziative culturali, i piccoli progetti imprenditoriali e tutto quello che potrebbe dare ai giovani una speranza?

Simone Aversano per Sannio Week del 20/07/2009


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