(Il Velino) – Sconcertante il quadro della politica campana degli ultimi anni, tra inchieste giudiziarie che hanno coinvolto i massimi rappresentanti istituzionali con l’accusa di reati gravi che vanno dalla concussione all’abuso d’ufficio. In alcuni casi ci sono anche condanne in primo grado in attesa del giudizio in appello. Questi gli esponenti politici più “illustri” incappati in un modo o nell’altro nelle maglie della magistratura, finiti in quel corposo elenco che un libro ha definito “La Casta della Monnezza”. Antonio Bassolino: imputato nel processo sui rifiuti in qualità di commissario straordinario per abuso d’ufficio, frode in forniture pubbliche, violazioni ambientali e truffa aggravata; Vincenzo De Luca: imputato insieme al leader dell’Unione industriali di Napoli Gianni Lettieri nell’inchiesta sui suoli Ideal Standard-Sea Park per concussione, truffa e abuso d’ufficio.
Alfonso Pecoraro Scanio: indagato per associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione; Giuseppe Petrella: condannato a sei mesi con pena sospesa per minacce; Ciro Borriello: indagato dalla Corte dei Conti per i danni derivati dalla mancata raccolta differenziata nell’ambito dell’emergenza rifiuti; Giuseppe Gambale: imputato nel processo Global Service per associazione per delinquere; Enrico Cardillo: imputato nel processo Global Service per abuso d’ufficio e associazione per delinquere; Felice Laudadio: imputato nel processo Global Service per abuso d’ufficio e associazione per delinquere; Ferdinando Di Mezza: imputato nel processo Global Service per abuso d’ufficio e associazione per delinquere; Antonio Pugliese: imputato nel processo Global Service per abuso d’ufficio e associazione per delinquere.
Angelo Brancaccio: indagato per corruzione, estorsione e peculato; Roberto Conte: condannato a due anni ed otto mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa; Rosetta D’Amelio: condannata a sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio; Gaetano Pesce: condannato per abuso d’ufficio a tre anni e mezzo di reclusione; Marco Nonno: imputato nel processo sugli scontri per la discarica di Pianura per devastazione e associazione per delinquere; Americo Porfidia: indagato per camorra in qualità di sindaco di Recale; Domenico Zinzi: imputato per omicidio colposo plurimo nel processo sulla frana della montagna di Pizzo Alvano; Luigi Anzalone: condannato per per omicidio colposo plurimo nel processo sulla frana della montagna di Pizzo Alvano; Salvatore Perrotta: indagato per discarica abusiva a Marano; Corrado Gabriele: imputato per molestie sessuali; Clemente Mastella: indagato per abuso d’ufficio e concussione nell’inchiesta sulle nomine regionali; Nicola Ferraro: indagato per falso in atto pubblico, corruzione, concussione e turbativa degli appalti; Antonio Fantini: condannato a due mesi e dieci mesi di reclusione nell’ambito della ricostruzione post-terremoto; Sandra Mastella: indagata per concussione nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine regionali.
(3 luglio 2009)
Luigi Rao


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Sconcertante è che tra gli indagati in attesa di processo, attualmente con l’ultima campagna elettorale, sono stati eletti ed occupano posti di primaria importanza dello scenario politico italiano ed europeo. E’ qui che gli italiani non hanno più fiducia nella classe diregente politica italiana, perchè NO Europea. Di questi passi non crescera MAI la politica, termine nobile di cui in molti non comprendono il significato. Chissà i ns. figli che futuro gli aspetta.
Da: ANDREA su 16 Luglio 2009
alle 00:28
Grazie Andrea, condivido pienamente il suo punto di vista. Il problema sta in ciò che fa la gente e nella sensibilità del popolo alle magagne del potere. Oggi sembriamo proprio esser stanchi di qualunque protesta, restiamo a galla e questo ci basta.
Da: s.a.d.b. su 16 Luglio 2009
alle 20:12