Inserito da: Simone Aversano | 2 Luglio 2009

Studenti italiani e studenti del Darfur

di Vito Varricchio

In Sudan oramai dal 2003 si combatte una guerra fratricida tra le popolazioni Baggara e le popolazioni non Baggara presenti nella regione ad ovest del paese: il Darfur. Il Darfur è un regione del Sudan, che chiede incessantemente l’indipendenza dato il grande disinteresse da parte del governo sudanese, guidato da Omar Hessan el-Bashir. Sono due attualmente i gruppi militari ribelli, che combattono contro il governo sudanese: lo JEM  e lo SLM. Il governo di Khartum, dopo aver ricevuto le prime sconfitte, si è alleato con le popolazioni nomadi dei Baggara, formandi così una nuova milizia non autorizzata e senza regole, chiamata Janjaweed. Le milizie Janaweed attuano in Darfur una vera e propria pulizia etnica sterminando le popolazioni del Darfur, attaccando i villagi e uccidendo donne e bambini. Allo stato attuale la situazione non sembra migliorare, nonostante la Corte Penale Internazionale sembra finalmente essersi interessata del caso. Infatti, il procuratore della Corte Penale Internazionale Luis Moreno Ocampo ha emesso il 4 marzo scorso un mandato di arresto per il capo del governo sudanese, el-Bashir e per altri due capi ribelli con l’accusa di genocidio e crimini di guerra. Allo stato attuale però solo il capo dei ribelli Abu-Garda si è presentato di sua spontanea volontà davanti alla Corte Penale Internazionale, per aiutare il suo popolo, affinchè le nazioni occidentali si occupino della drammatica situazione del Darfur.
Le ultime notizie riguardano la classe degli sudenti universitari in generale. In Sudan le preoccupazioni maggiori per gli studenti del Darfur, iscritti all’università di Khartum, non sono tanto superare gli esami o avere una concessione dalla Facoltà: il problema lì per i “darfuri” è non essere ammazzati dagli studenti sudanesi. Infatti è del 27 giugno la notizia di un gruppo di studenti, che venivano dal Darfur, picchiati e massacrati da un altro gruppo di studenti, con bastoni e catene. Tra gli aggressori sembra ci fossero anche delle donne, poichè si vedevano persone con il volto coperto dal classico copricapo femminile di origine sudanese (abayat). Secondo le notizie più attendibili l’aggressione è avvenuta il 9 giugno da parte di 300 studenti, che hanno massacrato e ridotto in fin di vita quasi 32 studenti del Darfur. Il giorno successivo gli studenti originari del Darfur sono stati costretti a lasciare il campus e le loro stanze sono state preda degli studenti, che hanno rubato soldi per le tasse universitarie, personal computers e altre cose. Lì il problema non è fare gli esami ma sopravvivere. Strano però, sono studenti come noi!

(30 giugno 2009)


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