(Il Sannio Quotidiano) – Tre anni fa l’indagine era rimbalzata all’onore delle cronache, ora la conclusione. Diciassette le persone che compaiono nell’avviso di chiusura dell’inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini, condotta dalla Digos sugli alloggi di via Galanti. Un atto che prelude all’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, che nella maggior parte dei casi si è tradotto in un avviso di garanzia. Se alcuni nomi erano infatti già noti, lo stesso non può dirsi per gli altri. Nell’elenco figurano Maurizio Triola, amministratore unico della ‘Conca scarl’, la moglie, Maria Rosaria De Biase, di Napoli, presidente della ‘Orec scarl’, le due imprese impegnate nella costruzione degli appartamenti; Francesco Cassano, ex dirigente del Settore Urbanistica del Comune; Sergio Moleti, direttore dei lavori per la realizzazione degli appartamenti da parte della ‘Conca’; Bruno Andreucci, dirigente della Regione; Aniello Mele, di Napoli; Angelo Caradente, di Napoli, amministratore unico della società cooperativa ‘La nuova Santa Lucia; Donato Rotondo, di Buonalbergo, legale rappresentante dell’omonima società di costruzioni; Eriberto De Rosa, della provincia di Caserta, amministratore unico della società ‘Iners Caleum’; Antonio De Venezia, della provincia di Avellino, amministratore dell’omonima società di impianti; Giuseppe Affinito, di Caserta, legale rappresentante della ‘Edil Moaf’; Biagio Vallefuoco, di Qualiano, legale rappresentante della ‘Vama impianti’; Ugo Barbi, di Giugliano, funzionario della Regione; Bettino Marmorano, consulente assicurativo; Marisa Zotti, di Benevento, Pietro Cosimo Pinga, socio della ‘Orec’, Emilia Troiano, dipendente di una ditta di Triola.
Le ipotesi di reato contestate a vario titolo: truffa, falso, violazioni edilizie, corruzione e favoreggiamento. La presunta truffa ai danni del Comune, della Regione e dei prenotatari viene prospettata per Triola e la consorte. Nel mirino degli inquirenti, la polizza esibita e consegnata al Comune, che secondo la procura sarebbe stata stipulata fittiziamente, per l’inizio dei lavori, pari ad un importo di circa 13 miliardi delle vecchie lire, per il Programma di recupero urbano del rione Libertà ed il Piano di recupero di via Galanti. Attenzione puntata, inoltre, sui presunti maggiori costi che gli acquirenti degli alloggi avrebbero pagato.
Per la presunta corruzione vengono chiamati in causa Triola, Mele ed Andreucci: in particolare, sostiene l’accusa, Triola, con la presunta mediazione di Mele, avrebbe elargito la somma di 30mila euro ad Andreucci perchè provvedesse – questa l’ipotesi – a far rilasciare dall’Iacp di Benevento una determina per l’emissione del mandato di pagamento a favore di Triola riguardante il compenso dei lavori effettuati per la costruzione di 180 alloggi dell’Istituto.
A Triola, Moleti e agli amministratori delle ditte vengono contestate presunte violazioni edilizie per ciò che riguarda la realizzazione del fabbricato C/D ed il quinto piano di alcuni lotti. Cassano, Moleti e Barbi vengono chiamati in causa per un’ipotesi di falso relativamente a ciò che avrebbero certificato rispetto alla costruzione degli edifici dei lotti E – F- G- H; Martorano per un’ipotesi di favoreggiamento rispetto alle dichiarazioni che avrebbe rilasciato sulle polizze fideiussorie. Un’altra ipotesi di falso, relativa ad un’assemblea dei soci della ‘Orec’, è addebitata a De Biase, Zotti e Pinga, e, per una scrittura privata sulla nomina del presidente della cooperativa, a De Biase e Troiano. Gli indagati, che ora hanno venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o per depositare memorie difensive, sono assistiti dagli avvocati Andrea De Longis junior, Giacomo De Pace, Aniello Mele, Umberto Del Basso De Caro, Federico Paolucci, Alberto Simeone, Francesco Del Grosso, Roberto Pagliuca, Aniello Govetosa e Giuseppe Fusco.
Per dovere di cronaca va sottolineato che, rispetto al quadro iniziale, nella lista degli indagati non compaiono più – ed è probabile dunque che per le loro posizioni sia stata chiesta l’archiviazione – i nomi di Nicola Boccalone, ex direttore generale del Comune; Filippo Serino, all’epoca funzionario del Settore Urbanistica, nonché coordinatore Uoc del Comune, e Giovanna Iannelli, all’epoca dei fatti responsabile del procedimento per l’attuazione del Piano di recupero di via Galanti.(27 giugno 2009)


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