Inserito da: Simone Aversano | 15 Giugno 2009

Il clientelismo legalizzato che spadroneggia a Benevento

Forse l’atmosfera post-elezioni europee si è già affievolita nei toni e negli avvenimenti, ma c’è ancora tempo per qualche bilancio e qualche analisi. Soprattutto perchè, come sempre, la politica ha tempi ben precisi che non si esauriscono nemmeno trenta giorni dopo le elezioni. Dopo il voto, infatti, bisogna ringraziare. E anche i politici sanniti hanno pensato bene di fare i propri ringraziamenti ai cittadini e al popolo che li ha votati, contribuendo ad eleggerli. Chi si è fatto sentire più di tutti, da questo punto di vista, è stato, senza troppe sorprese, Clemente Mastella. Il suo GRAZIE ha “colorato” la città di Benevento e la provincia un pò dappertutto. Circa 5mila voti nel solo capoluogo del Sannio sicuramente pesano, e vanno giustamente ricambiati. Ecco forse perchè Mastella non si è fermato ai ringraziamenti cartacei, affissi negli spazi pubblicitari della città. Ad arricchire il post-elezioni del (ex?)leader dell’UDEUR si sono svolte una conferenza stampa alla presenza di diversi altri esponenti politici del centrodestra sannita, ed una vera e propria festa in piazza che ha visto la presenza della cantante Anna Tatangelo. Insomma, ringraziamenti al popolo veramente pensati in tutte le lingue. Ma il punto da affrontare viene oltre tutto questo: si tratta della breve ma sostanziosa polemica politica a distanza che ha tenuto banco tra il sindaco di Benevento Fausto Pepe e il neo-parlamentare europeo Clemente Mastella.

Proprio dal palco di quella conferenza stampa, Mastella ha lanciato uno dei tanti attacchi di questi ultimi mesi al sindaco Pepe, accusato dall’ex ministro della Giustizia di essersi permesso una mossa eccessiva. Mossa avvenuta nel momento in cui si è allontanato dal “ventre” del suo ex partito, l’UDEUR, per scegliere una strada autonoma, politicamente e dal punto di vista istituzionale. Mastella senza fare troppi giri di parole rivendica il suo sindaco: Pepe è stato messo lì da lui, e qui non servono “virgolette” per precisare il discorso, perchè ormai la politica nostrana è davvero arrivata a questo livello di argomentazioni… Dall’altra parte, il sindaco Fausto Pepe si è preso la libertà di esprimere alcune sue considerazioni, che hanno il sapore dell’addio definitivo al suo ex leader e della vera e propria rivincita personale. Pepe afferma che la sua elezione non ha nessun ascendente mastelliano in quanto sono stati i cittadini di benevento a decidere, e a ciò aggiunge una serie di lodi del proprio operato accompagnate anche da riconoscimenti alla propria amministrazione, meriti e successi che, a detta di Pepe, sono evidenti nell’aumento di consensi del PD di Benevento alle scorse elezioni europee. Dunque, dato che il sindaco Pepe ha scelto il PD quale sua nuova naturale casa dopo l’allontanamento da Mastella, il fatto che il PD abbia accresciuto i suoi consensi segnala anche l’importante lavoro fatto dall’attuale amministrazione comunale di Benevento, levoro e impegno evidentemente graditi ai cittadini.

Le considerazioni da fare sono molto semplici, ben più di quanto i fatti qui richiamati e quelli che si presuppongono noti (tutta la vicenda politico-giudiziaria dell’UDEUR da gennaio 2008 fino a oggi) potrebbero far credere. Bisogna partire dal punto di vista più naturale, anche se il più difficile da scorgere per un cittadino beneventano medio, abituato a guardare simili polemiche politiche da lontano e senza i dovuti approfondimenti: il punto di vista necessario è quello del clientelismo, della politica clientelare e della relativa cultura clientelare. E’ da questa prospettiva che si rende ben evidente come il problema sia la legalizzazione e la normalizzazione del clientelismo e degli accordi sottobanco. Da una parte, Mastella può rivendicare un sindaco come se lo avesse nominato lui dall’alto. Dall’altra parte, Pepe può prendersi le sue ragioni riconoscendo la base popolare delle sue elezioni, ma fuorviando la sostanza, e cioè che quell’elezione popolare è veramente avvenuta sotto l’egida di Mastella, che è se non altro molto influente sulla formazione del consenso dei cittadini sanniti. Entrambe le parti, entrambi i soggetti, partono dal presupposto che il clientelismo esiste ed è una giusta tattica politica. Acquisire i consensi per atti e azioni, per condotta e impegno maturati oltre la politica e dietro i dibattiti e l’azione istituzionale: è questo il clientelismo di oggi. La politica clientelare è la negazione della politica, intesa in origine come buona gestione della cosa pubblica. Qui siamo agli antipodi, qui siamo giunti alla politica come buona gestione privata e in privato della cosa di tutti, divenuta cosa di nessuno.

E’ questa l’analisi del voto europeo a Benevento, vista dalla lente del clientelismo politico che qui spadroneggia, e partendo dagli spunti offerti dalla polemica tra Mastella e Pepe. Una polemica a distanza in cui è racchiusa (ahinoi…!) tutta la storia della nostra città da un anno e mezzo a questa parte.


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