Inserito da: Simone Aversano | 10 Giugno 2009

L’Europa dei clienti

(da MoCa press(ing))

Sono appena passate alla storia le nuove elezioni europee. Pochi giorni fa i cittadini di tutta l’Unione Europea sono andati simultaneamente alle urne per eleggere i propri nuovi rappresentanti al Parlamento Europeo. Nelle campagne elettorali si è tanto parlato delle fonti di energia, di nuovi piani economici per uscire dalla crisi, di proposte più o meno interessanti e fattibili per dare nuovo sviluppo al vecchio continente. Ma quella che si sta costruendo è un’Europa di cittadini o di clienti? Quello che si sta affermando è democrazia o clientelismo? Forse la risposta a questi quesiti va cercata nelle singole realtà locali, ancora troppo votate al “campanilismo” per sentirsi parte vitale di un nuovo grande Paese continentale. E allora accade che anche al Parlamento Europeo si cerchi di mandare il politico della propria zona, conosciuto e stimato forse anche per qualità che di politico hanno ben poco. Nuovi e vecchi personaggi si contendono un posto privilegiato a Bruxelles, dove si decidono davvero le sorti di tutti noi popoli europei. Ma quanti sanno cosa sia il Parlamento Europeo? Quanti possono dire di conoscere le attività dell’Unione? Quanti, in definitiva, si sentono veramente “europei”? Attraverso questi interrogativi passa gran parte del nostro futuro. Il riscatto dalle guerre del passato, il risorgimento dalle abiette strategie politiche che hanno segnato la storia, il superamento di culture antidemocratiche e antipluraliste, si giocano pienamente sul campo della conoscenza e della coscienza europea. Ma il Paese del clientelismo rischia di rimanere fuori dai giochi.

Simone Aversano

(giugno 2009)


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