(da Il Mattino edizione Benevento)
Sono arrivati a bordo di una Panda nera. Sembravano dei normali clienti dell’officina. All’improvviso, però, hanno indossato i cappucci e spianato le armi. In due hanno sparato decine di colpi. Non sapevano di trovare all’interno del locale, oltre al titolare, Raffaele Fusco, di 43 anni, anche due suoi figli, e un collaboratore. L’azione è stata fulminea, pochi attimi e con le loro pistole calibro 7,65 i killer hanno colpito alle gambe prima i due ragazzi, quindi Donato Russo, 32 anni, un collaboratore dell’officina. Il Fusco si trovava sotto un’auto che stava riparando. Appena sentiti gli spari, è scivolato fuori ma subito è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola. I banditi, a questo punto, sono risaliti a bordo dell’auto, che era rimasta in moto, e sono fuggiti. Il raid si è verificato alla contrada Torre Palazzo, ai confini tra i comuni di Benevento e Torrecuso. Oltre al Fusco sono rimasti feriti i due figli, di 15 e 17 anni, oltre al collaboratore Russo. Tutti e quattro sono stati soccorsi e trasportati, rispettivamente, i due meccanici all’ospedale Fatebenefratelli, e i due ragazzi al Rummo di Benevento. Raffaele Fusco ha subito la frattura della tibia e sarà sottoposto a intervento chirurgico. Donato Russo ha un proiettile ritenuto nel polpaccio della gamba sinistra. Uno dei ragazzi è stato raggiunto da un proiettile che è rimasto conficcato nel piede sinistro. Per tutti le prognosi variano comunque tra i venti e i trenta giorni. Sul posto dell’attentato sono giunti immediatamente i carabinieri di Montesarchio e quelli del reparto operativo del Comando provinciale che hanno avviato le indagini. Hanno interrogato a lungo Raffaele Fusco cercando di scavare nella sua storia più recente, sulla sua attività di artigiano e sulla sua vita privata. Soprattutto su possibili collegamenti con elementi della malavita provenienti da altre realtà territoriali. Gli inquirenti sembrano infatti propenedere per un raid deciso in altre province, da parte di qualche famiglia malavitosa. Le modalità dell’agguato lasciano pensare, infatti, a un avvertimento in piena regola. Il Fusco negli anni scorsi era stato coinvolto in una inchiesta per episodi legati al reato di estorsione avvenuti nel territorio di Solopaca. Al processo di primo grado aveva subito, nell’aprile scorso, anche una condanna a 4 anni e sei mesi. Sentenza che adesso si trova al vaglio della Corte d’appello. Proprio ieri mattina nella prefettura di Benevento è stato sottoscritto un protocollo per la sicurezza da parte dei vertici delle forze dell’ordine, il sindaco di Benevento Fausto Pepe, il presidente della Provincia Aniello Cimitile, di altri enti e i rappresentanti delle principali associazioni di categoria. Un documento d’intenti che prevede però anche azioni concrete a garanzia e tutela dei cittadini e soprattutto di quanti sono impegnati in attività produttive. L’atto sottoscritto rappresenta il punto più alto della recente controffensiva delle istituzioni che cercano di ribellarsi alla grave escalation di violenza che si sta registrando in questi primi mesi del 2009. In particolare, dall’inizio dell’anno si sono succeduti attentati e intimidazioni nei confronti di imprenditori, amministratori pubblici, sindacalisti e commercianti. Incendi di auto, bombe esplose contro le abitazioni, colpi di arma da fuoco contro esercizi commerciali. Per restare soltanto agli ultimi tre giorni, oltre all’attentato al meccanico di Torrecuso, sono state messe a segno tre rapine ai danni di distributori di carburante e banche, e svaligiato un noto negozio in pieno centro cittadino. L’ultimo colpo alla filiale del Banconapoli di Airola. In questo caso i rapinatori si sono presentati alle casse armati di taglierino. A inizio settimana stesse modalità per la rapina al Monte Paschi di Siena di Montesarchio. Ancora più spegiudicata l’azione compiuta per svaligiare la ditta Marcello sport al corso Garibaldi di Benevento. I ladri, di notte, hanno portato a compimento la loro azione nonostante suonasse l’allarme, dopo aver dispiegato una autentica barriera con pesanti fioriere per bloccare l’arrivo delle auto di carabinieri e polizia.
(3 aprile 2009)


RSS - Posts














