Lunedì 28 luglio 2008 si è tenuta a Napoli presso il Palazzo S. Lucia, sede della Giunta Regionale della Campania, una conferenza che ha riunito, insieme al Presidente della Giunta campana Antonio Bassolino, il Presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile ed il Sindaco del capoluogo sannita Fausto Pepe, insieme a diversi altri sindaci di comuni sanniti. Oggetto dell’incontro è stata l’importante stanziamento di fondi comunitari da parte della Regione Campania in favore della provincia sannita. 206 i milioni di Euro che andranno a finanziare non “marciapiedi e fontanelle” ma importanti progetti, anche immateriali, che “cambieranno il volto della provincia di Benevento in settori rilevanti come l’energia, l’ambiente, le infrastrutture industriali”, come ha affermato il Presidente Bassolino. Il quale ha poi voluto sottolineare che si è trattato di un “federalismo dello sviluppo” in cui centralissimo è il ruolo degli enti locali e che le precedenti voci sul “napolicentrismo”, quale politica caratterizzante l’azione della Regione Campania, dopo questo importante intervento finanziario possono ritenersi infondate. Sentiti ringraziamenti al Presidente Bassolino per la particolare attenzione alle zone interne della regione sono stati rivolti dal Sindaco di Benevento Pepe. Il Presidente Cimitile si è invece soffermato soprattutto a sottolineare l’importanza delle opere immateriali che, grazie a questi finanziamenti, sarà possibile realizzare a significativo vantaggio del Sannio (fonte ASCA).
Sullo spunto egregiamente fornito da un articolo di Patrizio Mannu su CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, analizzo ora se i commenti espressi a Palazzo S. Lucia da parte degli amministratori intervenuti all’incontro corrispondono a verità, o se invece erano solo affermazioni d’apparenza e di circostanza che celano l’ennesimo intervento di cattiva amministrazione. Per farlo tengo presente l’elenco dei progetti che beneficeranno dei suddetti finanziamenti, meticolosamente riportato da Il Quaderno.
Tenendo per veritiera la dichiarazione di Bassolino, nell’elenco dovrebbero essere presenti progetti che sono tutt’altro che “marciapiedi e fontanelle”, bensì progetti che “cambieranno il volto della provincia di Benevento in settori rilevanti come l’energia, l’ambiente, le infrastrutture industriali”. Nell’ordine, subito dopo i fondi (9.953.292 Euro – non pochi) destinati al Consorzio ASI di Benevento “per la realizzazione delle infrastrutture primarie nell’agglomerato industriale di San Nicola Manfredi – San Giorgio del Sannio” che è un progetto già avviato, ci sono i soldi di cui beneficerà l’Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Benevento per la realizzazione della nuova sede (3.677.058 Euro). Ora, se il progetto dell’ASI potrà essere positivo nell’ambito delle “infrastrutture industriali” dovendosi però dubitare che esso da solo possa “cambiare il volto della Provincia di Benevento”, di cosa si tratta il progetto dell’IACP se non di una cospicua spesa del tutto evitabile? Non rientra forse più facilmente tra i marciapiedi e le fontanelle piuttosto che tra le opere importanti?
Proseguendo nello scorrere la lista c’è un’altra voce che suscita non pochi dubbi: all’ASL Benevento 1 saranno destinati 2.370.000 Euro per ”archiviazione documentale integrata per la sanità”, che in sostanza dovrebbe significare una sistemazione degli archivi di documenti. E costerà 2.370.000 Euro? Il cittadino non può che guardare con una certa diffidenza ad una spesa del genere… Soprattutto è evidente che essa non rientra tra quelle spese che possono apportare significativi miglioramenti al Sannio, soprattutto non interessa i bisogni più pregnanti della popolazione.
Successivamente viene riportato l’elenco piuttosto lungo di progetti della città di Benevento, per il finanziamento dei quali il Sindaco Pepe ha ringraziato Bassolino ed ha manifestato la propria gioiosa approvazione. Ma tra questi progetti, diversi dei quali consistono nella realizzazione di infrastrutture secondarie, ce ne sono molti che esulano persino dai limiti imposti dalla stessa Unione Europea. Come ricorda infatti Patrizio Mannu, l’UE aveva pregato “di non utilizzare i fondi comunitari per realizzare marciapiedi” e di “di evitare di spendere soldi per la pubblica illuminazione”. Ebbene, come se la “preghiera” comunitaria non avesse alcuna importanza, i nostri amministratori, e in particolare qui quello del comune di Benevento, hanno ritenuto giusto invece destinare cospiqua parte dei fondi proprio a tali spese di ordinaria amministrazione, così come lo stesso Bassolino le ha definite… mentre affermava che esse non erano presenti tra i progetti approvati. Tra i progetti del capoluogo sannita infatti abbiamo “adeguamento e risanamento della pubblica illuminazione” (3.098.741 Euro), “sistemazione marciapiede Viale Principe di Napoli e traverse limitrofe” (1.500.000 Euro), “restauro e recupero dei giardini di Viale Atlantici” (1.477.296 Euro), “completamento pedonalizzazione centro storico” (4.944.492 Euro), “riqualificazione Rione Capodimonte” (3.526.369 Euro), “riqualificazione Rione Pacevecchia” (3.526.369 Euro), “riqualificazione Rione Ferrovia (3.526.369 Euro), “piazza Orsini” (3.040.513 Euro), e per concludere “Benevento turismo 3 d (1.005.750 Euro). Si tratta di grosse cifre, ma soprattutto di più di un terzo dei progetti totali. Non c’è dubbio inoltre che non si tratti di progetti che potranno cambiare il volto della città, così come ha gloriosamente ed orgogliosamente proclamato Bassolino. E’ evidente invece che il proclama di Bassolino è l’ennesimo di una politica eccellente nelle chiacchiere, mediocre nei fatti, ma soprattutto è evidente che questi progetti sono da ricondurre tra quelli di ordinaria amministrazione. Perchè dunque il cittadino deve essere preso in giro dal momento che gli si fa credere che sono in arrivo grandi progetti e che il “napolicentrismo” è finito (anzi che non c’è mai stato)?
Il capitolo Provincia invece non presenta sorprese negative. Si tratta di progetti significativi, che se non cambieranno il volto della Provincia certamente produrranno il loro importante impatto positivo sull’economia del territorio. Il proclama di Bassolino rimane dunque privo di un concorde riscontro nei dati, ma qui il Governatore si è avvicinato di più alla realtà. I progetti più significativi sono infatti “consolidamento e sistemazione dei versanti del bacino della diga sul fiume Tammaro” (4.990.000 Euro) che certamente è un intervento importante e potenzialmente duraturo a beneficio di un territorio abbastanza vasto, “risanamento aree a forte dissesto idrogeologico su strada provinciale Cerreto Sannita – Cusano Mutri nel comune di Cerreto Sannita” (4.500.000 Euro), e ”realizzazione della Scuola Internazionale di diagnostica ambientale alla località Piano Cappelle” (2.400.000 Euro) che dà ragione alle parole di Cimitile in merito alle infrastrutture immateriali, anche se si dovrà poi vedere quanto questa scuola internazionale potrà influire positivamente sulla cultura del territorio.
Ma le dolenti note ritornano dando uno sguardo ai progetti degli altri comuni sanniti beneficiari del finanziamento. Spesso si incappa infatti in altre spese di manutenzione ordinaria, del tutto evitabile in certi casi. Scorrendo sempre l’elenco troviamo infatti “lavori di adeguamento e completamento della pubblica illuminazione” (598.000 Euro) per il Comune di Dugenta, “interventi di completamento e potenziamento della dotazione infrastrutturale del sistema territoriale” (1.187.600 Euro) per il Comune di Apice, intervento questo che risulta alquanto vago nella sua definizione e che probabilmente ricomprende anche lavori di ordinaria amministrazione, “interventi di riqualificazione e risanamento idrogeologico dell’area urbana con sistemazione della strada comunale denominata Panoramica” (1.736.670 Euro) per il Comune di Castelpagano, “ammodernamento e adeguamento dell’impianto di pubblica illuminazione del centro abitato” (750.000 Euro) per il Comune di Bonea, laddove evidentemente si ritiene giusto impiegare i soldi europei anche per correggere l’impianto di illuminazione pubblica secondo il gusto più attuale dato che si parla esplicitamente di “ammodernamento”, “adeguamento, completamento e ampliamento della rete di illuminazione pubblica comunale” (1.296.588 Euro) per il Comune di Frasso Telesino, “adeguamento, potenziamento e completamento dell’impianto di pubblica ” (1.087.710 Euro) per il Comune di Moiano, “interventi finalizzati alla riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione con applicazioni delle tecnologie per il risparmio energetico” (1.011.745 Euro) per il Comune di Torrecuso, l’unico comune insieme a quello di Telese Terme (500.004 Euro) ad impiegare i fondi sull’illuminazione pubblica allo scopo di applicare le nuove tecnologie, cosa che invece si sarebbe auspicata ovunque, mentre altrove si predilige l’ammodernamento, come nel Comune di Bucciano (“adeguamento e ammodernamento dell’impianto di pubblica illuminazione”, 1.045.739 Euro), “adeguamento e completamento pubblica illuminazione alle località Orto San Pietro e Traverse, Acquaviva, Mancini, Calcarelle e Piantito” (810.000 Euro) per il Comune di Melizzano, “realizzazione di una infrastruttura per la connettività wifi e videosorveglianza” (732.138 Euro) per il Comune di San Giorgio La Molara dove evidentemente non manca altro al punto che si è ritenuto giusto superare in tecnologia persino il comune capoluogo pur di rientrare nel “Parco Progetti”, infine ancora “adeguamento, potenziamento e completamento dell’impianto di pubblica illuminazione” (558.182 Euro) per il Comune di Arpaise così come per quello di Amorosi (500.327 Euro). Insomma, le spese che vanno contro le direttive impartite dall’Unione Europea sono moltissime tra i comuni della provincia, nonchè cospiqua la spesa complessiva ad esse destinata. Inoltre a voler analizzare ogni singolo progetto e non soltanto quelli che ho riportato difficilmente si riuscirà ad individuare quello che possa giustificare l’entusiasmo e le parole di Bassolino.
Il cambiamento, la svolta annunciata non ci sarà, ovviamente. Nè potrebbe esserci se a prometterla è il Governatore Bassolino, il quale mentre afferma che il “napolicentrismo” è sempre stata solo una favola giustifica questa sua affermazione dicendo “uno dei punti essenziali delle politiche strategiche dei fondi europei è dare centralità alle parti periferiche per realizzare il riequilibrio territoriale” (fonte TvSette.net). Cos’altro significa l’espressione “parti periferiche” se non che in Campania, secondo il Governatore Bassolino, esiste un “centro” (Napoli) ed una “periferia” (tutto il resto – o quasi)?
Alcuni progetti presentano aspetti innovativi, di ammodernamento sostanziale (non quello che riguarda l’aspetto esteriore dell’impianto di pubblica illuminazione) delle infrastrutture che vanno a beneficio di tutti. Tuttavia non ci sarà un cambio di volto della provincia, non ci sarà una rinascita per il Sannio ad opera delle amministrazioni locali. Realisticamente non ci sarà nemmeno una concreta e doverosa rivalutazione di quel territorio campano che non corrisponde a Napoli.
Si può concludere che l’amministrazione si domostra ancora una volta non adeguata alle esigenze del popolo e del territorio, e che l’amministrazione stessa continua a fare vuoti proclami che intendono nascondere o quantomeno offuscare la realtà dei fatti. Si spera che il cittadino se ne avveda ed intervenga com’è suo diritto e dovere affinchè le cose inizino a cambiare. E’ una questione di democrazia.
Destinati 206 milioni di Euro alla Provincia di Benevento tra i finanziamenti UE per la Regione Campania
Pubblicato in informazione, sannio | Tag: asca, benevento, comune di benevento, corriere del mezzogiorno, democrazia, fondi ue, il quaderno, politica, provincia di benevento, regione campania, sannio, spesa pubblica, trasparenza
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