di Simone Aversano
(Caffè News Magazine)
Il “Citizen Journalism” è un fenomeno rivoluzionario, che lascia il segno della sua forza innovatrice già soltanto con la sua definizione. Anche i meno abili con la lingua d’Oltremanica comprendono immediatamente che il Citizen Journalism è qualcosa di nuovo, ma soprattutto qualcosa di diverso. E’ un’altra cosa, rispetto al solito giornalismo. Per chi sta più dentro a certe tematiche, appare evidente che, in prima analisi, si tratta di una sorta di contraddizione in termini: di solito e storicamente, il giornalismo sta da una parte, mentre i cittadini devono per forza stare dall’altra. Perchè il giornalismo racconta ciò che è la società, e quindi i cittadini. Non ha senso, a voler rimanere legati a schemi tradizionali (e ormai vetusti), parlare di un giornalismo fatto dalla gente. Come fanno le persone a raccontare se stesse? Non c’è per forza bisogno che sia qualcun altro a raccontare per loro?
Ma, appunto, certi schemi sono da abbandonare. Tra il Giornalismo e la Cittadinanza va collocata la crisi della nostra democrazia. Se la nostra democrazia funzionasse a dovere, in Italia ma anche in altri Paesi, il giornalismo basterebbe a se stesso. Basterebbe a raccontare. Oggi, invece, a stento basta ad informare, che è cosa ben diversa dal raccontare. Se siamo arrivati a ciò, lo dobbiamo, dunque, al malfunzionamento della nostra democrazia, la quale nasce come potere del popolo, strutturato sotto diverse forme, ma poi si cristallizza come sistema di diritti e doveri, che dovrebbe produrre uguaglianza e libertà. Le sacre colonne dei nostri padri, i baluardi di lotta di secoli di generazioni passate. E noi così spesso ci distraiamo, dimenticando persino la loro esistenza. Continua a leggere…




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