Inserito da: Simone Aversano | 29 Dicembre 2009

Fuochi d’artificio, anche nel Sannio una tradizione pericolosa

di Simone Aversano
(Sanniopress)

Come ogni fine anno, gli organi di informazione ci rimandano le notizie relative ai vari sequestri di fuochi d’artificio fabbricati male, pericolosi, venduti senza licenza. Un fenomeno che è a tratti strutturale in un settore che non conosce crisi e che ogni anno sa riaprire i battenti con le stesse speranze di fatturato. Tutto si basa, infatti, su di una tradizione più o meno salda, che è quella di “sparare i botti” ogni Capodanno. Dai fuochi pirotecnici che illuminano i cieli del nuovo anno con autentiche magie, ai più banali petardi che producono soltanto un gran baccano e provocano spessissimo morti e feriti.
Il passaggio dall’una all’altra tipologia di fuochi d’artificio non è indolore, ma rappresenta il salto tra l’arte pirotecnica e la sua volgarizzazione e degenerazione. Se ancora nel 2009 (ormai quasi 2010) in ogni parte del mondo si utilizzano i fuochi pirotecnici per ogni genere di celebrazione (e si guardino, tra pochi giri d’orologio, le autentiche magie che le webcam ci invieranno in diretta da Sydney), il motivo è essenzialmente che questa tradizionale arte non è nulla di banale o volgare. Non, dunque, i fuochi in sè sono un problema, ma lo è il loro utilizzo illegale o per fini illegali. E da queste degenerazioni dobbiamo tenerci alla larga.
Nel Sannio, il fenomeno dei botti illegali ci viene raccontato abbastanza puntualmente anche dall’informazione locale. E’ un dato che esistano fabbricazione, smercio, depositi di fuochi proibiti e quant’altro anche dalle nostre parti. Non serve neppure attendere la notizia dell’ultimo arresto o del più recente sequestro di materiale esplodente, per sapere in che misura ogni cittadino sannita rischia di acquistare fuochi irregolari e pericolosi. Per saperlo, basta girare lungo le strade: osservare, tra una vetrina natalizia ed una luminaria, i box fatti di cartone, legno e amianto che sorgono ogni fine anno ai bordi delle principali strade. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 28 Dicembre 2009

Capodanno a Benevento, su Facebook impazza la polemica

di Simone Aversano
(Sanniopress)

Facebook, si sa, è un luogo del Web nato appositamente per lo scambio e la condivisione. Non importa se il famosissimo social network della “faccia-libro” nacque come strumento per creare reti di collegamento e collaborazione tra persone dello stesso ambiente studentesco e lavorativo: oggi questo sito è diventato principalmente luogo di discussione libera e ricchissima. Oltre ogni rete ed ambito locale, i dibattiti che Facebook rende possibili sfiorano l’inimmaginabile, se si pensa a come era il mondo di Internet solo qualche anno fa.
Per i miscredenti e i dubbiosi, basta visitare il profilo di Nazzareno Orlando, capogruppo PdL al Consiglio Comunale di Benevento e noto personaggio del panorama culturale sannita. Orlando, infatti, ha più di chiunque altro l’abitudine di offrire ai propri amici e contatti la possiblità di esprimersi sulle tematiche più varie. Un occhio sempre puntato sul capoluogo sannita, poche battute che diano il “la” al dibattito, e in poche ore si contano decine e decine di interventi da parte di persone di ogni estrazione sociale, culturale, politica, economica. In un certo senso, e provando a fornire un’immagine meno “virtuale”, è un pò come se il cittadino Nazzareno Orlando gestisse un bar, e questo bar fosse il più centrale e frequentato di Benevento. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 24 Dicembre 2009

Tanti auguri “scomodi” di Buon Natale

(Caffè News Magazine)

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 23 Dicembre 2009

Nel Sannio, Natale con… la salmonella

di Simone Aversano
(Sannio Week)

Pochi giorni fa, l’ASL Benevento 1 ha inviato una comunicazione alla Provincia di Benevento con la quale si è reso noto l’esito di recenti analisi effettuate nelle acque sannite: nei corsi d’acqua è stata riscontrata la presenza di salmonella. Per questo motivo, è stato necessario per l’ente Provincia emanare un’ordinanza in cui si è fatto divieto di utilizzare le acque del territorio sannita a scopo irriguo ed a scopo zootecnico ovvero per abbeveraggio degli animali, “fino alla risoluzione delle contaminazioni rilevate”. Il comunicato stampa della Provincia è stato immediato, ed ha descritto quali corsi d’acqua sono interessati dall’ordinanza del presidente Cimitile: si è fatto divieto di prelevare e di utilizzare, su tutto il territorio provinciale, le acque dei fiumi Calore, Sabato, Ufita, Volturno, Fortore, Isclero e Tammaro a valle dell’invaso di Campolattaro, nonchè le acque dei torrenti Tesa, Serretelle, Titerno, Tammarecchia e San Nicola.
Da un giorno all’altro, con massima urgenza, tutto il Sannio è stato colpito da un provvedimento, tassativo quanto necessario, che ha praticamente bloccato ogni utilizzo dei corsi d’acqua presenti sul territorio. Certamente una misura indispensabile, inevitabile ed a garanzia della sicurezza sanitaria ed alimentare di tutti i cittadini. Se il noto proverbio dice che il Natale si passa “con i tuoi”, non sarebbe certamente il caso per modificare questa piacevole tradizione, imponendo alle persone di trascorrere le festività in compagnia dei disturbi che possono derivare dall’ingestione della salmonella. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 22 Dicembre 2009

Darfur, il genocidio senza fine

di Simone Aversano
(Caffè News Magazine)

C’è una guerra silenziosa, nel cuore dell’Africa. Ci sono volti sporchi di fango e miseria, abiti colorati che rappresentano lo spirito di un popolo, armi che circolano fra nazioni di ogni continente, operazioni militari ufficiali o sommerse, morti che diventano numeri e persone che diventano merce di scambio, diritti vitali che vengono negati, beni essenziali per la vita di ogni essere umano che sono sottratti anche a causa della spietata logica del mercato. Nella regione ad Ovest del Sudan, chiamata Darfur, ci sono scenari dimenticati, sconosciuti, lasciati in secondo piano dal resto del mondo, nonostante le significative eccezioni di tante ONG e di moltissime persone che si impegnano nella direzione della solidarietà umanitaria. Dietro ogni evidenza, dentro la confezione-regalo che è stata presentata al mondo sviluppato e felice, si nasconde quella che è stata definita “la più grande crisi umanitaria del mondo”.

Trovare una definizione adeguata per questo conflitto con importanti risvolti umanitari ed etnici, è già operazione che richiede di schierarsi politicamente nell’ambito della comunità internazionale. Dire “guerra” significa negare il genocidio; dire che in Darfur c’è stato ed è in atto un “genocidio” significa accusare il governo sudanese di Khartoum di gravissimi crimini internazionali. I fatti, d’altra parte, confortano ben poco chi si trovi alla ricerca della verità. E ciò, con ogni probabilità, dipende anche dal fatto che in Darfur la cosa più difficile da trovare è la giustizia, che tra i valori fondamentali d’ogni uomo fa rima necessariamente con la pace e la verità.

Una delle cose più difficili da quantificare è il numero dei morti e degli sfollati, insieme alla somma di tutti coloro che oggi vivono in assoluta dipendenza economica da enti o gruppi terzi, in Darfur. Inizialmente, l’OMS in un suo rapporto aveva parlato di poche decine di migliaia di morti in quella regione, causate quasi tutte dalla fame e dall’emergenza sanitaria. Numeri contestati da molti in campo internazionale, tanto che si è arrivati a dire, alla fine anche per bocca dell’ONU, che i morti in Darfur, comprese le violenze e gli attacchi subiti dalla popolazione, ammontano a circa 400.000. A questi vanno aggiunti gli sfollati, quantificati in oltre 2 milioni. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 21 Dicembre 2009

Benevento, addobbi natalizi “pregiudicati”

di Simone Aversano
(Sannio Week)

Sembrava che la città di Benevento potesse avviarsi tranquillamente verso i festeggiamenti natalizi di questo 2009, quando una notizia è giunta a turbare la quiete sacra e profana del capoluogo sannita: arrestati i titolari e i dipendenti della ditta che ha installato le luminarie natalizie su gran parte del territorio della città. E’ del 15 dicembre quest’informazione che getta un’ombra sull’allestimento festivo beneventano, di solito al centro della pubblica attenzione più per i costi e per l’impatto artistico che non per altre vicende. E invece quest’anno aveva da destinarci anche questo: la macchia sulle mani che hanno materialmente addobbato la città, eccezion fatta per il Centro Storico, in cui ha operato una ditta diversa. Quella finita con le manette ai polsi è la Roger Luminarie s.a.s. il cui titolare è De Filippo Rocco, residente a Mercato San Severino. De Filippo, già pregiudicato, è stato processato per direttissima e condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione, con pena sospesa dal divieto di metter piede nella città di Benevento per i prossimi tre anni. Insieme a lui, i Carabinieri delle compagnie di Benevento e San Giorgio del Sannio, coadiuvate dal comandante provinciale Colonnello Alfredo Parrulli, hanno arrestato anche cinque operai della ditta, di cui tre pregiudicati, sulla cui sorte sarà posta parola definitiva in sede giudiziaria nella giornata di domani, martedì 22 dicembre.
Come si sia arrivati ad una simile situazione, che a memoria non ha precedenti nel recente passato di Benevento, è cosa non difficile a immaginarsi: il titolare della ditta ed i suoi dipendenti si sono resi responsabili di furto di energia elettrica ai danni dell’ENEL. Dopo aver forzato le cassette di smistamento dell’energia elettrica site in Piazza San Modesto, la ditta Roger era infatti riuscita ad appropriarsi indebitamente dell’energia elettrica necessaria per il funzionamento, presumibilmente in tutta la città, delle luminarie natalizie appena installate. Il vantaggio per la Roger stava nel non dover versare all’ENEL il costo della fornitura di energia elettrica, che gli sarebbe stato pagato dal Comune di Benevento in qualità di affidatario dei lavori. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 20 Dicembre 2009

Benevento, si incendiano ancora i cassonetti

(Sanniopress)

Siamo entrati in pieno inverno, con temperature polari che hanno colpito tutta la nostra Penisola, ma il fenomeno dell’incendio dei cassonetti a Benevento città sembra non essersi estinto. Si ricorderà, infatti, che durante lo scorso periodo estivo sono stati cantinaia i roghi appicati ai contenitori, di vario genere, presenti lungo le strade cittadine per la raccolta dei rifiuti.
Terminata l’estate e presentate a grandi linee le iniziative del Comune di Benevento e della locale Azienda per la gestione dei rifiuti (l’ASIA) in merito alla raccolta differenziata, tutto sembrava essere ritornato al suo posto: niente più incendi eccezion fatta per qualche caso sporadico; pochi ostacoli all’ordinaria attività di raccolta e smaltimento dell’immondizia beneventana.
Ma nelle ultime settimane, causa forse l’avvio della raccolta differenziata “porta a porta” con conseguente malcontento per alcuni cittadini, stiamo assistendo ad un ritorno del problema, anche se in misura molto ridimensionata. Continua a leggere…

di Simone Aversano
(Sanniopress)

E’ stato arrestato ieri sera, 16 dicembre, l’ultimo giovane beneventano accusato di spaccio di droga. Questa volta i militari dell’Arma hanno dovuto constatare lo stato di flagranza nel reato, per un 18enne residente nel quartiere Capodimonte, trovato in possesso di circa 2 grammi di eroina. Il ragazzo aveva con sè anche strumenti di precisione, per il taglio ed il confezionamento della sostanza stupefacente che spacciava.
Anche se questa volta il provvedimento giudiziario eseguito dalle Forze dell’Ordine non rientra in alcuna più ampia operazione antidroga nel nostro territorio, siamo comunque di fronte ad una significativa emergenza del fenomeno dello spaccio di stupefacenti a Benevento. Dopo la recente operazione “Felopa”, che ha portato all’arresto o alla denuncia di una decina di giovani della nostra città per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sembra ormai essere emerso alla grande attenzione un problema che è sempre esistito ma che difficilmente è stato preso in debita considerazione, dagli amministratori locali così come dai cittadini.
A rendere evidentemente maggiore la portata del fenomeno, ci stanno pensando gli ulteriori provvedimenti del medesimo tipo comminati negli ultimi giorni ad altri giovanissimi, mentre le indagini delle Forze dell’Ordine proseguono in quella che sembra essere la giusta direzione per suscitare la dovuta presa d’atto da parte di tutti. Purtroppo soltanto questi arresti – e ce ne stiamo accorgendo proprio in queste settimane – riescono a farci svegliare, aprendoci gli occhi su una realtà sociale che è emarginata tanto quanto indipendente nel proprio mondo: la gioventù beneventana e sannita, facile preda di facili guadagni e di ingannevoli luci del benessere. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 15 Dicembre 2009

Vito Daniele, una morte inspiegabile

di Simone Aversano
(Caffè News Magazine)

Dal 9 maggio 2008 al 16 dicembre 2009 passa oltre un anno, per la precisione diciannove mesi. E’ il tempo che intercorre tra la morte di Vito Daniele, non ancora 37enne di Casamassima in provincia di Bari, sposato e padre di tre bambini, e la prima udienza del processo aperto presso il Tribunale di Benevento per scoprire la verità proprio sulla sua morte. Vito Daniele, infatti, non è scomparso per cause naturali ma per colpa di un incidente, avvenuto sull’autostrada A16 che congiunge Napoli con Bari, all’altezza del paesino di Pietradefusi, territorio giudiziariamente ascrivibile proprio al Tribunale di Benevento. Quella mattina di venerdì 9 maggio 2008, il signor Daniele stava, come tantissime altre volte, ritornando a casa sua, a Casamassima, dopo una settimana di lavoro a Roma lontano dalla sua famiglia. Rientrava ogni weekend, per andare via nuovamente ogni lunedì al mattino presto. Dall’ordinaria quotidianità alla tragica vicenda di cui oggi vogliamo parlare, si è passati a causa di un controllo della Guardia di Finanza di Avellino proprio nei confronti della vettura guidata da Vito Daniele. Un controllo dovuto forse alla presunta alta velocità, o comunque a qualche infrazione di non grande entità.

Semplici gesti, sono stati quelli che stavano conducendo il signor Daniele a casa, tra le braccia di sua moglie Maria Zotti e dei suoi tre figli ancora piccoli. Semplici gesti, banali, orribilmente usuali e quotidiani, sono stati anche quelli che hanno portato il finanziere (che, secondo la signora Zotti, era in borghese) a far arrestare l’auto di Vito Daniele per un controllo. Il finanziere era certamente da solo, però. Ed altri “però” vengono ripetuti a gran voce ormai da mesi dalla vedova Daniele, la determinatissima signora Maria Zotti. Ci si chiede come mai quel controllo fu espletato in prossimità di una curva, lungo la corsia di emergenza, e non, come sarebbe regolare, nella più vicina piazzola di sosta oppure alla prossima uscita dell’autostrada. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 14 Dicembre 2009

Dieci anni dopo… Tanti auguri Sanniopress!

Foto di Michele Sabella

di Simone Aversano
(Sannio Week)

Si è svolto lo scorso venerdì, 11 dicembre, presso la Biblioteca Provinciale di Benevento, il convegno organizzato dall’associazione Sanniopress Onlus per celebrare il decennale della fondazione del sito Sanniopress.it, primissimo sito di informazione online approdato nel panorama sannita. E’ nel lontano 1999, infatti, che il giornalista Billy Nuzzolillo, oggi presidente di Sanniopress Onlus ed organizzatore dell’incontro celebrativo, si avventura da pioniere, creando qualcosa che prima non esisteva, nel mondo dell’informazione basata su supporti telematici.
“All’epoca – come ha avuto modo di ricordare proprio Nuzzolillo nel corso del convegno – c’erano ancora le connessioni a 256 Kbps, molto lente. Oggi, invece, grazie all’ADSL, nei siti Internet è incluso tutto e nel Sannio abbiamo finalmente la prima Web TV (NTR24.tv, ndr)”. Dieci anni che hanno certamente segnato un’evoluzione significativa di Sanniopress, passato da essere una vera e propria testata giornalistica registrata all’attuale formula, modificata significativamente nelle ultime settimane, che si rappresenta come blog-notes. Una scelta motivata dal fatto che “Sanniopress non vuole essere solo un quotidiano online – ha detto ancora Billy Nuzzolillo – , ma un luogo di approfondimento che sappia ospitare anche il più alto numero di interventi di riflessione e di discussione, aprendosi anche alla così detta altra informazione, quella prodotta dal mondo dell’associazionismo”. Unire insieme la rapidità del sito di informazione, magari ispirandosi a chi fa giornalismo ufficiale e riconosciuto secondo i termini di legge, e la poliedricità del blog con ricchezza di spunti e di approfondimenti. Sembra essere questa l’intenzione attuale di Sanniopress, secondo le parole del suo fondatore e secondo quanto si può osservare oggi visitando il sito. Continua a leggere…

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