Inserito da: Simone Aversano | 9 Novembre 2009

Caffè News Magazine e Citizen Journalism – Dove il cittadino racconta

di Simone Aversano
(Caffè News Magazine)

Il “Citizen Journalism” è un fenomeno rivoluzionario, che lascia il segno della sua forza innovatrice già soltanto con la sua definizione. Anche i meno abili con la lingua d’Oltremanica comprendono immediatamente che il Citizen Journalism è qualcosa di nuovo, ma soprattutto qualcosa di diverso. E’ un’altra cosa, rispetto al solito giornalismo. Per chi sta più dentro a certe tematiche, appare evidente che, in prima analisi, si tratta di una sorta di contraddizione in termini: di solito e storicamente, il giornalismo sta da una parte, mentre i cittadini devono per forza stare dall’altra. Perchè il giornalismo racconta ciò che è la società, e quindi i cittadini. Non ha senso, a voler rimanere legati a schemi tradizionali (e ormai vetusti), parlare di un giornalismo fatto dalla gente. Come fanno le persone a raccontare se stesse? Non c’è per forza bisogno che sia qualcun altro a raccontare per loro?

Ma, appunto, certi schemi sono da abbandonare. Tra il Giornalismo e la Cittadinanza va collocata la crisi della nostra democrazia. Se la nostra democrazia funzionasse a dovere, in Italia ma anche in altri Paesi, il giornalismo basterebbe a se stesso. Basterebbe a raccontare. Oggi, invece, a stento basta ad informare, che è cosa ben diversa dal raccontare. Se siamo arrivati a ciò, lo dobbiamo, dunque, al malfunzionamento della nostra democrazia, la quale nasce come potere del popolo, strutturato sotto diverse forme, ma poi si cristallizza come sistema di diritti e doveri, che dovrebbe produrre uguaglianza e libertà. Le sacre colonne dei nostri padri, i baluardi di lotta di secoli di generazioni passate. E noi così spesso ci distraiamo, dimenticando persino la loro esistenza. Continua a leggere…

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Inserito da: Simone Aversano | 4 Novembre 2009

La mobilitazione dei cittadini per la discarica di Contrada Pezzapiana

Infine si è giunti alla mobilitazione dei cittadini per far bonificare quella discarica abusiva che da tempo nessuno vuol vedere. Ce la stanno mettendo davvero tutta i ragazzi del gruppo civico Benevento Città Racconta per fare in modo che a Contrada Pezzapiana, nella periferia Ovest di Benevento, spariscano i cumuli di rifiuti, anche pericolosi, ma soprattutto ingombranti come frigoriferi e materassi, ammassati lì dal tempo e dalla profonda inciviltà di certi cittadini del capoluogo sannita. Sono anni, infatti, che i soliti “ignoti” fanno breve sosta lungo la stradina di circa 150 metri che oggi è divenuta discarica, e che si trova proprio a due passi dalla tangenziale di Benevento. Un posto perfetto per disfarsi di roba vecchia, ma anche di materiale “scomodo”. Se a ciò si aggiunge che il sito è immerso tra i campi coltivati e sotto un cielo aperto di campagna, il fastidio e il disgusto per la situazione venutasi a creare non possono che aumentare.

Ma non è per tutti così. Amministratori, politici e parte della stampa non sono riusciti, infatti, a farsi colpire dalla segnalazione effettuata proprio a mezzo stampa da Benevento Città Racconta, nei primi giorni dell’ottobre appena trascorso. Me ne sono già occupato dalle pagine di questo blog, parlando di una discarica abusiva “dimenticata”. “Incredibilmente” dimenticata, ho pure avuto modo di sottolineare, visto che i ragazzi del gruppo civico hanno raccolto numerosissime foto ed hanno realizzato un video, che gira su YouTube acquisendo anche buona visibilità. Ma solo alcune testate giornalistiche hanno dato rilevanza alla vicenda, nella maggior parte dei casi limitandosi a riportare il comunicato stampa e le immagini diffuse dal gruppo. Nessuna risposta da parte di alcun amministratore locale, nessun intervento da parte di uomini politici o personaggi in vista nel beneventano. Come se niente di grave fosse stato segnalato. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 3 Novembre 2009

Tutti “pazzi” per la Scuola

di Simone Aversano
(Sannio Week)

E alla fine Alfano disse “no”. La Scuola della Magistratura per il Meridione dovrà andare a Catanzaro. Sembra essere questo il nuovo impegno assunto dall’attuale Ministro della Giustizia, che ha offerto ogni garanzia agli amministratori locali calabresi sulla destinazione naturale della sede della Scuola. Cassata definitivamente, quindi, la scelta dell’ex Guardasigilli Clemente Mastella (governo Prodi), intervenuto con un proprio decreto per assegnare la sede a Benevento. Per il capoluogo sannita si prevedono altri progetti e vantaggi: si parla di “un presidio di legalità dall’alto valore simbolico”. Ciò anche in considerazione delle spese e dei lavori già effettuati nel capoluogo sannita per creare una degna sede alla struttura giudiziaria che oggi sembra sfuggirci per un soffio. Ci sfugge perchè Alfano sembra aver scelto Catanzaro, ma ci sfugge soprattutto perchè una sentenza del Tar del Lazio aveva annullato la decisione di Mastella di spostare la sede a Benevento.

E’ bene ora cercare di capire, quindi, quali possono essere i vantaggi, per noi sanniti, di non avere questa Scuola in casa nostra, sorvolando almeno per questa volta le polemiche che già si agitano, soprattutto all’interno del mondo politico nostrano. E’ infatti naturale che ciascuno tiri l’acqua al proprio mulino, a Catanzaro come a Benevento, e che nessun amministratore o uomo politico riesca a digerire il fatto di non poter difendere il proprio territorio in pubblica piazza. In questo contesto ci sono discorsi e logiche di voti (com’è naturale che sia), perciò il rischio è di perdere di vista il merito della vicenda, ossia i veri vantaggi e svantaggi che possono derivare alla nostra comunità dal fatto di non avere la sede meridionale della Scuola della Magistratura. Continua a leggere…

di Simone Aversano
(Caffè News Magazine)

La parola di Roberto Saviano e del suo romanzo Gomorra è arrivata fin nel Sud del mondo. I lunghi coltelli rosa acceso della copertina del suo libro campeggiano anche nelle librerie di Cape Town, nella Repubblica Sudafricana.

In quella terra ancora martire della profonda piaga dell’apartheid l’inglese è la forma linguistica di una verità lacerante che strazia le terre del Sud Italia. Gomorra come nuova segregazione razziale, come lotta contemporanea e seminascosta tra il diritto e il sopruso, tra la cittadinanza e l’organizzazione criminale. Una storia che non è più un romanzo ma una realtà che si tocca con mano.

Parole e fatti, quelli raccontati da Saviano, che hanno saputo dare forma ad una nuova consapevolezza in tante persone comuni, squartando l’oscurità che da decenni si calava su meccanismi e dimamiche criminali che ancora oggi straziano le terre della Campania e del Sud.

Tutto questo è un movimento di anime e di idee che ha meno confini di quanto si possa immaginare. Sono prese di coscienza che hanno toccato l’altro capo del mondo, giungendo a stimolare la riflessione di chi ha vissuto sulla pelle del proprio popolo altrettanti martiri e distruzioni. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 31 Ottobre 2009

Tra giornalismo e potere. Messaggio D’Oggi del 29 ottobre 2009

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Inserito da: Simone Aversano | 30 Ottobre 2009

Dimenticare una discarica abusiva

Succede anche questo, a volte, a Benevento. Accadono anche queste incrinature, questi black out nelle comunicazioni sociali e civili tra cittadini, giornali e mondo politico-istituzionale. Non che il capoluogo sannita porti con sè una chissà quanto grande ed affermata esperienza di fruttuoso dialogo tra gli attori della comunità. In altre parole, Benevento non è esattamente l’isola felice della solidarietà e della democrazia partecipata. Ma quando si toccano certi picchi di bassezza bisogna porsi domande, bisogna chiedersi come mai e come sia possibile. Bisogna, soprattutto, iniziare a capire di chi e di cosa sia la colpa di certi episodi, così da poter cominciare a risolverli ciascuno col proprio impegno possibile.

Il fatto: ad inizio ottobre il gruppo civico giovanile Benevento Città Racconta segnala a mezzo stampa, coinvolgendo la stragrande maggioranza delle redazioni locali, la presenza di una discarica abusiva lungo una stradina di 150 metri, immersa fra i campi in località Pezzapiana, alla periferia Ovest della città. Una discarica che contiene di tutto, dagli scarti edilizi agli imballaggi, dagli elettrodomestici ai resti di automobili, dai frigoriferi ai materassi. Ci sono anche medicinali usati e probabilmente in condizioni di tossicità. Tutto questo giace sul posto, a pochi passi dalla tangenziale e dalla famosa rotonda di Padre Pio, in un evidente stato di abbandono che dura da anni. I materassi, in particolare, sono esposti da così tanto tempo alle intemperie che sono quasi “decomposti” e mescolati con il fogliame e l’erba. Spettacoli ai limiti della sopportabilità, cose che non ti aspetti a Benevento. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 29 Ottobre 2009

Questa tanto ambita Scuola della Magistratura…

di Simone Aversano
(Sanniopress)

E alla fine Alfano disse “no”. La Scuola della Magistratura per il Meridione dovrà andare a Catanzaro. E’ questo il nuovo impegno assunto dall’attuale Ministro della Giustizia, che ha dichiarato oggi, offrendo ogni garanzia agli amministratori locali calabresi, che la destinazione naturale della sede di questo importante istituto giudiziario è quella che era stata stabilita in origine, ossia prima che l’ex Guardasigilli Clemente Mastella (governo Prodi) intervenisse con una propria ordinanza per assegnare la sede a Benevento. Per il capoluogo sannita si prevedono altri progetti e vantaggi. Per adesso non si sa quali siano.

Però possiamo provare a discutere quali potrebbero essere, se le parole del Ministro dovessero venire applicate nella realtà, i vantaggi per Benevento dal momento di non ospitare la sede della Scuola. Sorvoliamo, quindi, almeno per questa volta le polemiche che già si agitano, soprattutto all’interno del mondo politico nostrano. E’ infatti naturale che ciascuno tiri l’acqua al proprio mulino, a Catanzaro come a Benevento, e che nessun amministratore o uomo della politica riesca a digerire il fatto di non poter difendere il proprio territorio in pubblica piazza. In questo contesto ci sono discorsi e logiche di voti (com’è naturale che sia), perciò il rischio è di perdere di vista il merito della vicenda, ossia i veri vantaggi e svantaggi che possono derivare alla nostra comunità dal fatto di non avere la sede meridionale della Scuola della Magistratura. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 27 Ottobre 2009

“Cupola Mastella”, i presunti padroni della Cosa Pubblica

di Simone Aversano
(Sannio Week)

Il 21 ottobre 2009 probabilmente passerà alla storia delle nostre terre e del nostro presente come giorno di una bufera di dimensioni incalcolabili. Un nuovo caso giudiziario intricatissimo, che coinvolge oltre 60 persone tra destinatari di avvisi di garanzia e di provvedimenti cutelari. Un nuovo “16 gennaio”, perchè come il 16 gennaio 2008 a finire nell’occhio del ciclone sono i vertici dell’UDEUR. Clemente Mastella, oggi europarlamentare, e Sandra Lonardo, Presidente del Consiglio Regionale della Campania, tornano sotto accusa. O meglio, emerge agli occhi dell’opinione pubblica il seguito della nota inchiesta che proprio a inizio 2008 mise in ginocchio il partito dell’ex Ministro della Giustizia.

In un susseguirsi di eventi al cardiopalma, con notizie ed informazioni sempre più ricche di elementi e di particolari, il Sannio e la Campania sono balzati nuovamente al disonore delle cronache nazionali, entrando dentro un vortice di stupore e di vergogna dal quale, questa volta, difficilmente si potrà uscire. E’ la madre di tutte le inchieste, è il clientelismo sotto accusa, è lo stesso “sistema Campania” a crollare sotto i capi d’imputazione formulati in questi giorni dai pm napoletani, ora già al vaglio dei giudici per le indagini preliminari. Continua a leggere…

Inserito da: Simone Aversano | 26 Ottobre 2009

Campania Infelix

di Simone Aversano
(Caffè News Magazine)

Ci stanno distruggendo la terra sotto i piedi, l’aria nei polmoni, l’acqua nel nostro mare che un tempo era il Mare Nostrum. Così come la Campania era la Campania Felix, un nome tutt’altro che casuale o interscambiabile con altri. Era il nostro nome, il nostro titolo all’esistenza ed insieme il nostro segno distintivo rispetto a tutto il resto. I Romani dell’antichità amavano la nostra terra, amavano il suo rigoglio e la sua fervidezza, la sua ricchezza profonda e radicata in ogni aspetto e sotto ogni punto di vista. I secoli successivi ci hanno regalato alla storia come terra di grande splendore culturale, di primati e di pionieri. Terra indimenticabile che resta nel cuore senza potersi distaccare mai dall’animo di chi l’ha vissuta o ci è vissuto. Oggi questa terra sta cambiando, o è già cambiata. Oggi la Campania non te la scolli più di dosso perchè ti lascia luride macchie di fango sui vestiti e sulla pelle.

Essere campano oggi significa avere delle opportunità in meno, significa sapere fin da giovanissimi che la tua realtà locale è quella che ti forgerà alla vita lasciandoti un’impronta indelebile. In Campania, come anche in altre parti del Sud, tu sei il posto in cui sei cresciuto. Lo sei perchè di fatto è di quel posto che ti nutri, ma lo sei anche perché i pregiudizi ti incollano addosso un’etichetta che non potrai rinnegare forse neanche dopo anni di una vita diversa. Nemmeno dopo aver superato prove che altri ragazzi, altre persone, in altri luoghi non sono mai chiamati ad affrontare. Continua a leggere…

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